Una mostra dedicata al pittore Veneto nella sua Castelfranco Veneto

A Cinquecento anni dalla sua morte rivive Giorgione

Cinquecento anni trascorsi dalla sua morte, diciotto dipinti attribuitigli dalla critica, cinquantuno studiosi coinvolti nella preparazione dell’evento e duecento settantasette i milioni di euro del valore assicurativo delle opere. Questi i numeri della mostra che ricongiunge per la prima volta in Veneto più della metà dei lavori riconosciuti al pittore rinascimentale Zorzi, noto a tutti come Giorgione.

Dal 12 dicembre fino all’11 aprile 2010, nel Museo casa di Giorgione a Castelfranco Veneto, città che ha dato i natali al grande artista e che conserva uno dei suoi più importanti capolavori (la famosa Pala di Castelfranco) e uno dei pochissimi affreschi attribuiti al maestro (Il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche), si potranno ammirare opere provenienti da tutta Europa. Dalla “Tempesta” delle Gallerie dell’Accademia a Venezia alle “Tre età” di Palazzo Pitti, dal “Tramonto” della National Gallery di Londra alla “Donna con Bambino” dell’Eremitage la mostra risulta un appuntamento epocale centrato sia sugli anni di attività del maestro ma anche sul panorama artistico tra fine quattrocento e il primo decennio del cinquecento.

Affiancheranno, infatti, il percorso espositivo dedicato a Giorgione, oltre cento opere dei maggiori artisti del tempo come  Giovanni Bellini,Vincenzo Catena, Albrecht Dürer, Sebastiano del Piombo, Tiziano, Lorenzo Costa, il Perugino, Cima da Conegliano, Palma il Vecchio, Boccaccio Boccacino, Garofalo, Tiziano e Raffaello. “Si tratta di una mostra di studio e di ricerca poiché l’acquisizione di nuove prove documentarie e datazioni è stata fondamentale per fare luce sulla vita e l’opera di Giorgione, morto di peste nel 1510 a Venezia a soli 32 anni”, ha spiegato il presidente del Comitato regionale Lionello Puppi, curatore del progetto con il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci e Enrico Maria da Pozzolo, ricercatore di storia dell’arte moderna dell’Università di Verona. Una ricerca quella effettuata dai curatori della mostra che ha tentato di svelare i misteri legati alla figura dell’ artista e i dubbi celati dietro una morte così prematura. “Questo personaggio  lo si sta inseguendo sia come artista che come uomo praticamente dall’indomani della sua morte”, ha sottolineato Puppi, “è un artista che sfugge non facendosi intrappolare da istituzioni o da mediazioni di tipo notarile che sono di solito le fonti più importanti per ricostruire una biografia storica, però qualche traccia l’ha lasciata e siamo partiti da questa scoprendo molto di Giorgione sia dal punto di vista esistenziale sia della sua attività d’artista”. Il pittore era, infatti, appartenente ad un ramo minore della famiglia castellana dei Barbarella, era un giovane intemperante e anticonvenzionale, a 12 anni sotto custodia per un misfatto non ben definito. Aveva una madre molto protettiva forse per i continui spostamenti del figlio da Castelfranco a Venezia, viaggi grazie ai quali riusciamo a collocare cronologicamente le sue opere.

Quadri che, grazie al meticoloso lavoro di ricerca dell’equipe dei curatori, riaprono la discussione sull’artista a seguito di alcune rivelazioni. Il recente restauro de “Il tramonto”, considerato anni fa un falso, ha rivelato la rimozione di un San Giorgio, elemento abusivo in un soggetto che raffigura Filottete ferito e soccorso da un amico mentre nel “Saturno in esilio” si è riscontrata invece una perfetta coincidenza tra l’immagine del dio mitologico del dipinto con quello della tavola del Polifilo, per i tipi di Manuzio, edito nel 1499 a Venezia, circa tre anni dopo l’esecuzione del dipinto.

La mostra non ha, dunque, solo scopo espositivo, ma vuole essere da un lato, di supporto all’esplorazione territoriale e all’approfondimento delle tematiche storico-artistiche del Rinascimento veneto; dall’altro, il proseguimento di un dialogo tra arte e territorio cominciato già tra il 1977 e 1978 in occasione del V centenario dalla nascita di Giorgione, con la mostra “I Tempi di Giorgione” e continuato nell’ultimo anno con molte iniziative culturali dedicate all’artista e alla sua epoca. ”Nei prossimi anni la Regione del Veneto sapra’ confermare e potenziare il suo forte impegno in campo culturale e lo fara’ perche’ diversamente non potremmo fare noi che siamo nati e che viviamo accanto alle opere di Mantegna, di Palladio, di Jacopo da Bassano, di Canaletto, di Sebastiano Ricci, di Cima da Conegliano e di Giorgione da Castelfranco”. Lo ha assicurato il presidente della Regione, Giancarlo Galan, presente all’inaugurazione della mostra.

L’iniziativa è stata resa possibile, infatti, grazie alla stretta collaborazione tra Regione Veneto e comune di Castelfranco Veneto che hanno, in occasione dell’evento, promosso al meglio le bellezze storicoartistiche e le tipicità enogastronomiche del territorio proponendo diverse convenzioni e pacchetti turistici. Il visitatore che arriverà a Castelfranco sarà così accolto ed avvolto in un’atmosfera giorgionesca dalle tonalità aranciate, tipiche della tavolozza del grande Maestro, che guiderà il visitatore in mostra e lo accompagnerà alla scoperta della città e della sua variegata offerta culturale e turistica.

Per informazioni: www.giorgione2010.it

Marika Zorzi ( L_inkreadibile n.12)