Festival del Mistero, intervista ad Alberto Toso Fei

Capita che le cose che ci affascinano in infanzia determinino il nostro futuro. Così è successo ad Alberto Toso Fei, scrittore e giornalista originario dell’isola di Murano a Venezia . Delle antiche leggende legate al lato dark della sua città, infatti, prima ha deciso di scrivere una tetralogia e ora di dedicare un festival , “Veneto spettacoli di mistero”.

-Da cosa nasce il suo interesse per il mistero?

Tutto risale alla mia infanzia. Sono originario dell’isola di Murano e fin da piccolo ero abituato a sentirmi raccontare diverse storie. Questi racconti mi sono rimasti nel cuore e con gli anni è emersa l’esigenza di scrivere queste leggende che arrivavano dalla tradizione orale e non erano mai state codificate.

-C’è una leggenda a cui è particolarmente legato?

Quand’ero piccolo, nelle serate invernali di nebbia, si potevano intravvedere quattro luci, che erano le fiammelle di quattro ceri che erano accessi su una barca galleggiante. Ne ero sia affascinato che spaventato. Quando ho voluto costruire le leggende di Venezia, ho scoperto che dietro a quelle quattro luci c’era una bellissima storia di cronaca risalente al 1907. Raccontava di un naufragio e della morte di una bambina il cui corpo fu ritrovato grazie ad un sogno  fatto dalla sorella. Sono molto legato a questa  leggenda dato che ho conosciuto realmente quella che nel 1907 era la bambina che ha avuto il sogno premonitore.

–  Cosa l’ha spinta a trasformare il suo interesse per l’occulto in un festival?

L’idea deriva direttamente dal vice presidente della regione Franco Manzato che ha voluto un festival interamente dedicato al mistero . Il nostro è stato un buon matrimonio dal punto di vista professionale perché l’idea che lui aveva collimava con il lavoro che avevo svolto negli ultimi vent’anni, cioè quello di trovare storie e legarle ai luoghi. In questo circuito sono entrate subito un centinaio di pro loco aderenti all’UNPLI. Abbiamo raccolto, grazie ad un ampio lavoro di ricerca che ha coinvolto dalle città montane a quelle lagunari, passando per la pianura, un gran numero di leggende.

– Quale obiettivo si è prefissato organizzando  Veneto spettacoli di mistero?

L’obiettivo è duplice, da un lato aumentare la percezione del nostro territorio e quindi anche la consapevolezza di chi  ci vive, lavora e studia. Dall’altro anche una maniera diversa di riscoprire e conoscere per la prima volta località meno note attraverso le storie più belle che i luoghi stessi raccontano

-A due settimane dalla fine questo obiettivo le sembra raggiunto?

Tutti i ritorni che abbiamo avuto in queste prime settimane di festival sono stati straordinari e al di sopra di ogni aspettativa. A metà festival possiamo già contare decine di migliaia di presenze, c’è tantissimo entusiasmo nel vivere i luoghi e festeggiarli.

– Tra due settimane il festival si concluderà, secondo lei resterà un’iniziativa fine a sé stessa o è riuscito a risvegliare un interesse per i luoghi veneti che continuerà anche in futuro?

Il successo dell’iniziativa ha suscitato sicuramente una certa curiosità per il nostro territorio che sicuramente continuerà anche in futuro. Spero comunque in una seconda edizione del festival anche l’anno prossimo. Non c’è nulla di confermato ma le condizioni per poter dire che questa esperienza è stata positiva, è servita e può continuare ci sono.

Marika Zorzi (L_inkreadibile n. 9)